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Weekend a Barcellona: cosa vedere

Un viaggio a Barcellona a sorpresa

Vi ho già raccontato che ho fatto un regalo a sorpresa per il compleanno di mio marito e l’ho portato a Barcellona. Solo alla mattina, prima di metterci in auto per andare in aeroporto, ha scoperto la sua meta, con tanto di buste con indizi: Freddie Mercury (che ha dedicato alla città una famosa canzone con la soprano Montserrat Caballè), Modernismo (la corrente di Gaudì), Famiglia Sacra (in omaggio alla Cattedrale incompiuta) e Tapas (che è stato decisamente l’indizio che ha chiarito il tutto… forse perché mio marito è attratto più dalla cultura culinaria che da quella architettonica).

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2 giorni a Barcellona

Si è trattato di una toccata e fuga di 2 notti, complice anche una buona offerta trovata con Vueling (con partenza da Malpensa e arrivo a El Prat), prenotata circa 4 mesi prima.

Vi ho già raccontato, con tanto di mappa punto per punto, parte del mio itinerario a Barcellona di 2 giorni, in cui ho toccato il Barrio Gotico, mi sono goduta il porto e i suoi ristoranti, e ho avuto un breve assaggio di Gaudì.

Oggi  continuo con il resto.

 

Una mattina al Raval: una piacevole scoperta

Iniziamo la nostra giornata andando alla scoperta a piedi del Raval, un quartiere popolare vicino alla Rambla e al nostro hotel.

Il Raval era in passato il quartiere degli immigrati, in particolare era il vecchio “Barrio Cinese”,  zona di traffici loschi e prostituzione.

Negli ultimi anni il quartiere è stato riqualificato ed è oggi caratterizzato da un intreccio di etnie che lo rendono ricco, diverso e autentico.

Il fulcro è la Rambla del Raval, con i suoi locali e la grande e simpatica statua del Gatto realizzato dallo scultore Botero.  Anche il gatto, come le donne dell’artista, è bello panciuto e tondeggiante.

Per un assaggio di trasgressione, tornate qui anche alla sera e recatevi al Bar Marsella, uno dei più antichi della città, visto che risale agli inizi dell’Ottocento. Qui la bevanda per eccellenza è ancora l’Assenzio, la stessa scelta che facevano personaggi del calibro di Hemingway, Dalì e Picasso che sono passati di qui (Carrer Sant Pau, 65).

Dai locali decadenti ai palazzi borghesi:  fate un salto anche a vedere la facciata del Palau Guell (potete anche entrare a fare un giro, comprando il biglietto da 12 euro).

 

Plaza de Espana e il Montjuïc

Passiamo dal popolare Raval, all’esempio dello splendore e della potenza della città Catalana.

Prendete la metro fino a Plaza de Espana e ammirate dapprima quella che era un tempo “la plaza de Toros”. Oggi è un centro commerciale, visto che la Corrida è stata ufficialmente bandita in Catalogna dal 2011.

Le due torri veneziane (che ricalcano quella di San Marco a Venezia) portano al viale di accesso al Montjuic. Il nome fa riferimento a un promontorio montagnoso che è diventato il fulcro del commercio e dello sport: qui si è tenuta l’Esposizione Universale, qui c’è il polo fieristico e sempre qui, tra il verde dei suoi parchi, vi è la Cittadella delle Olimpiadi del 1992.

Qui si trovano anche due importanti musei: la Fundaciò Miro e il Museo Nazionale d’Arte, situato all’interno del Palau Nacional, che domina con le sue forme e le sue fontane la scalinata d’accesso.

Sul lato sinistro della scalinata una piccola chicca: la Fontana Magica che in alcune serate (gli orari cambiano a seconda della stagione) si anima con uno straordinario spettacolo di musica,  zampilli e colori. Lo spettacolo è gratuito.

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All’interno del drago: una visita alla Casa Batllò

La Casa Batllò con i suoi colori che richiamano il mare e il suo tetto, che sembra la schiena di un drago, non ha bisogno di presentazioni.

Per capire davvero la genialità di Gaudì secondo me vale la pena fare una visita all’interno. La casa è molto gettonata, quindi vi consiglio di comprare il biglietto orario in anticipo che vi dà la possibilità di entrare nell’orario che avete scelto senza dover fare la fila.

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L’audioguida vi accompagna nella visita degli spazi di quelli che erano appartamenti privati e nelle soluzioni scelte dall’artista per creare le sue atmosfere fiabesche. Il fulcro è il suo terrazzo, quando si arriva in cima al drago e si ammira Barcellona dall’alto in mezzo ai colori delle maioliche della casa.

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Se dopo la visita non siete ancora sazi di Modernismo, tutta questa zona del Passeig de Gracia, nonché le sue strade interne e parallele, è costellata da edifici interessanti. Oltre all’altra famosa abitazione privata costruita da Gaudì, la Pedrera, sulla Diagonal trovate:

  • l’eccentrica Casa de Les Punxes, che sembra un castello medievale;
  • il neogotico Palau del Barò de Quadras
  • La Casa Comalat, proprio di fronte al Palau sopra citato, che richiama molti elementi della Casa Batllò

Un pranzo low cost: il mercato de la Boqueria

Dopo tanto camminare con il naso all’insù,  è necessario dedicarsi a piaceri più terreni.

Il Mercato de la Boqueria (chiuso alla domenica) è innanzitutto un mercato di alimentari coperto.

Tra le sue bancarelle trovate un po’ di tutto: uova fresche, il banco dei salumi e formaggi, pescivendoli, pasticceri. Questo è il luogo delle tapas all’ennesima potenza: oltre a fare la spesa, infatti, praticamente in ogni bancarella potete avere un “assaggio” take away: partite dai conetti di carta pieni di fette di Jamon Serrano e passate al banco del pesce per un assaggio di fritto di Chipirones (seppioline). Fate incetta e spostatevi nelle panchine all’uscita posteriore per godervi il vostro bottino.

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L’ottava meraviglia, perennemente incompiuta: la Sagrada Familia

Non può che chiudere questo intenso weekend una vera meraviglia, unica, preziosa e sempre “work in progress”.

Il biglietto d’ingresso non è economico (17 euro in orari prestabiliti e meno gettonati o 25 euro con audioguida) ma la Chiesa è più spettacolare dentro che fuori. La vista da fuori è infatti inficiata dalle perenni gru in lavorazione. Entrateci, possibilmente al tramonto quando la luce del sole si fa spazio dalle finestre arancio incendiando l’interno, e rimanete in estasi: sarete proiettati in un bosco di luci e di pietra.

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Se all’uscita avete ancora un languorino, ritornate sulle Ramblas e chiudete la giornata con una cioccolata con Churros (frittelle tubolari e allungate) allo storico Cafè dell’Opera, proprio di fronte al Teatro (Liceu).

 

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Siete stati a Barcellona? In una parola, cosa vi è rimasto nel cuore?

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Valeinviaggio

1 thought on “Weekend a Barcellona: cosa vedere

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