itinerario di 15 giorni in namibia

Itinerario di 15 giorni in Namibia (per ritornare al selvaggio che c’è in te)

Ecco un esempio classico di itinerario di 15 giorni in Namibia che vi consentirà di abbinare deserto e safari al parco Etosha.

Io ho preferito approfondire la parte Nord, aggiungendo anche Opuwo e Epupa Falls, per i miei interessi verso le culture e le etnie. Più si va al Nord, infatti, più si possono visitare villaggi Himba più autentici e meno turistici. In alternativa, altre persone preferiscono aggiungere il Fish River Canyon e Luderitz al Sud, a scapito di Epupa Falls.
L’itinerario è fattibile in self drive, anche con un semplice SUV 2X4 se si viaggia nella stagione secca, corrispondente alla nostra estate.
Riporto anche la denominazione dei lodge nelle zone più remote.
Prenotate in anticipo il vostro tour in Namibia in self drive.

Un primo consiglio: prenotate con anticipo perché le strutture sono poche e le distanza enormi (non potete arrivare in una Regione senza nulla prenotato e sperare di trovare all’ultimo un posto disponibile).

Come organizzare il vostro itinerario di 15 giorni in Namibia?

E’ possibile prenotare in autonomia le varie notti nei lodge e l’auto a noleggio. Dal momento che non tutte le strutture sono presenti sui principali siti di prenotazione alberghiera, può essere utile rivolgersi a un’agenzia locale che si occuperà di contattare e prenotare direttamente le strutture seconda la vostra indicazione di tour ed esigenze. Tra tutte consiglio la Cardbox.
Il mio itinerario di 15 giorni in Namibia giorno per giorno:

 

Giorno 1: Windhoek

Io sono arrivata alla sera tardi e ho dedicato solo l’ultima giornata alla visita della città.

Vi è un piccolo centro, con negozi e centri commerciali. Fanno bella vista alcuni meteoriti che sono stati ritrovati agli inizi dell’Ottocento in una zona al Nord del Paese.

Per la cena consiglio un piatto carnivoro da Joe’s Beerhouse: il locale stravagante è arredato in stile a metà tra il coloniale e il kitch. Da provare il piatto misto con carne di zebra, antilope e coccodrillo.

 

Giorno 2: da Windhoek a Sossusvlei (Sossusvlei Lodge)

Lungo e un po’ ripetitivo percorso che vi porterà via almeno mezza giornata.

Imprescindibile fermarsi alla stazione di benzina di Solitaire, per provare la mitica apple pie, che è una delle attrazioni della Namibia meno conosciute, ma che ancora mi sono rimaste vivide nella memoria e soprattutto nel palato.

 

Giorno 3: Sossusvlei  (A Little Sossus)

Il parco apre all’alba. Di conseguenza solo coloro che dormono nei prestigiosi lodge interni al Parco possono vedere effettivamente l’alba sulle famose dune.

L’atmosfera è comunque suggestiva anche quando il sole si è già alzato: tra mongolfiere che punteggiano il cielo, dune dal colore vivido e struzzi che si stagliano davanti alla sabbia.itinerario di 15 giorni in namibia

Dopo una foto di rito alla Duna 45, nota per la sua altezza e così chiamata perché si trova al chilometro 45 dall’entrata del parco, si procede verso il parcheggio dei 4X4.

La strada per arrivare a Dead Vlei, il grande lago salato dentro il deserto, è percorribile, infatti, solo con un 4X4. Se lo possedete, potete avventurarvi da soli. In alternativa, potete lasciare qui l’auto e con il corrispettivo di circa 10 euro, potete farvi portare dalle jeep navetta che percorrono di frequente gli ultimi chilometri rimanenti.

Dead Vlei è un posto surreale: il bianco del sale si mischia al rosso della sabbia e al nero degli alberi, secchi e fragili.

Per una visuale migliore, è possibile salire sulle dune intorno e passeggiare lungo il “cratere”.

Nel pomeriggio, consiglio di ritornare verso l’entrata di Sesriem e visitare il piccolo Canyon. Qui è possibile fare una breve passeggiata all’interno del Canyon, suggestiva e nello stesso tempo facile.

Per avvicinarmi alla tappa successiva (e anche perché dormire lontano dall’entrata del parco costa decisamente meno), ho preferito spostarmi e dormire a “A little Sossus”, un grazioso cottage in mezzo al nulla del deserto.

 

Giorno 4: verso Swakopmund (Cornerstone Guesthouse)

La strada verso Swakopmund è “sabbia su sabbia”.

Consiglio una breve sosta a Walvis Bay per ammirare la colonia di fenicotteri.

Swakopmund è una cittadina dall’indubbia impronta tedesca: case con graticci dallo spirito bavarese e menù a base di wurstell e birra nei locali.

La destinazione offre molto da fare: dalla discesa delle dune a Sandwich Harbour, all’escursione in barca da Walvis Bay per vedere delfini e otarie.

Per ragioni di tempo, ho deciso di passare qui solo un giorno e, per cercare di capire meglio, la realtà socio-politica del Paese che mi ospitava, ho deciso di visitare la township di Mondesa.

Per township in Africa, si intende una sorta di “periferia”: sono normalmente i quartieri ai margini della città dove vivono i “black”.

Sono previste visite guidate del quartiere, organizzate da Agenzie locali, che spiegano il contesto. Io purtroppo sono arrivata tardi per potermi unire a loro. Sono riuscita comunque a vedere Mondesa, grazie ai proprietari della mia Guesthouse, che mi hanno fatto accompagnare dalla loro cameriera, che viveva proprio nel quartiere e che mi ha fatto da guida informale e molto “locale”. Sconsiglio però di avventurarsi in una township senza qualcuno del posto.

Per cena, consiglio il The Tug, che si protrae nel mare, quasi come su un molo. Un locale d’atmosfera in cui è possibile avere una cena tutta a base di pesce, a un costo inferiore ai 30 euro.

itinerario di 15 giorni in namibia

Giorno 5: Cape Cross e Grootberg (Grootberg Lodge)

Il tragitto di oggi è piuttosto lungo. Decido comunque di visitare la colonia di otarie di Cape Cross, nonostante faccia allungare la strada di almeno due ore.  Non me ne pento: vedere migliaia di foche con piccoli al seguito è sicuramente un spettacolo che non mi capiterà di nuovo nella vita. Gli animali si concentrano qui a causa dell’elevata concentrazione di pesce portata dalla corrente chiamata del Benguela.

Certamente siate pronti… a un odore acre e pungente!

 

Si continua poi sulla C34, sino al bivio con la strada C39 in direzione Grootberg Pass, in zona Palmwag. Ho scelto di andare qui perché mi sono letteralmente innamorata di un’immagine che ho visto prima di partire: un lodge (il Grootberg) a picco su un’altura da cui si domina una vallata selvaggia. Una vista che poi verrà superata dalla bellezza della realtà.

Anche in questo caso la salita degli ultimi km verso il lodge richiede un 4X4. In caso abbiate un’auto normale, potete lasciarla ai piedi della salita: il personale del lodge verrà a prendervi.

Il lodge è al centro di un progetto di sviluppo e impiega solo personale locale: un ulteriore punto a favore.

Tra le attività che vi consiglio il mattino successivo sicuramente c’è una bella cavalcata sulla cima dell’Altopiano: quando mai vi ricapiterà di sentirvi dei cow boy in mezzo alla Savana e di correre in mezzo ad Antilopi e (chissà) forse Leopardi?

Il racconto continua con  il tour Namibia del Nord

 

Il consiglio della “Travel terapista”:

Itinerario di 15 giorni in Namibia (per ritornare al selvaggio che c’è in te)

 

Per chi è adatto questo viaggio? Per chi nella vita è sempre ligio al dovere, impostato e per chi vive una vita strettamente inquadrata dalle regole.

C’è chi, infatti, per il ruolo che ricopre, per l’educazione ricevuta o per l’immagine di sé che si è autoimposto, mette davanti sempre il dovere e quello che gli dice il proprio severo giudice interiore, rispetto alla sua parte più selvaggia.. e (forse) più libera e autentica.

Fate caso alle vostre frasi: quante volte usate il verbo “dovere” rispetto al verbo “volere”?

Una cavalcata in un vasto altopiano, in mezzo ad animali liberi e selvaggi, può aiutarvi a (ri)scoprire anche la vostra anima più “wild”… e scoprirete magari la bellezza del (talvolta) lasciarsi andare.

Autore dell'articolo: Valeinviaggio