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Tour Namibia del Nord: tra gli Himba e l’Etosha

Questo post racconta la seconda parte del mio Itinerio di 15 giorni in Namibia.

Dopo il Sud, con i suoi deserti  e una pausa nella tranquilla cittadina di Swakopmund, si sale verso il nord.

 

Giorno 6: Opuwo, terra degli Himba (Opuwo Country Lodge)

Opuwo è una cittadina polverosa e caotica, dai tratti tipicamente africani. Quello che qui è interessante è il crogiolo di differenti etnie: potrete incontrare dagli Herero, dagli abiti colorati e fuori dal tempo, agli Himba, dal colore rosso ocra di pelle e capelli.

Vi stupirete a vedere mamme Himba, vestite di pelli, con il cellulare in mano e a fare la spesa.

Gli Himba, infatti, vivono ancora nelle capanne tradizionali, ma devono fare i conti con la carenza di cibo e ciò che comunemente si chiama “progresso”.

Visto che in Namibia saranno pochi i contatti con la gente del posto (la Namibia è uno dei Paesi meno densamente popolati al mondo), vi consiglio di utilizzare la permanenza a Opuwo per girare e fare vita “sociale” e magari di frequentare anche una Shebeen alla sera (locale in cui sono serviti alcolici).

 

Giorno 7 e 8: Epupa Falls (Omarunga Lodge and Campsite)

Le Epupa Falls non hanno la potenza di altre cascate più famose. Questa regione offre tuttavia la possibilità di passare due giorni in relax in un ambiente piuttosto differente da quelli offerti altrove dalla Namibia: le palme che si affacciano sul fiume Kunene la fanno da padrone, mentre lo sguardo spazia sui baobab e sul confine con l’Angola. E’ quindi un’area più verde, calda e quasi tropicale, rispetto alla Savana e al deserto.

Tra le attività da fare qui: trekking vicino al fiume (attenzione ai coccodrilli), aperitivo al tramonto su una montagnola vicino al fiume da cui è possibile avere uno sguardo di insieme di tutta l’area  (sarà probabilmente inclusa tra le attività previste dal vostro camp) e la visita a un villaggio Himba. Consiglio di andare con una guida che “prepari” la visita. A me è piaciuta molto e l’ho trovata poco turistica:  gli Himba non sono pagati, ma vengono portati dei beni in dono (sale, farina,ecc).

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Giorno 9: Hobatere Lodge

Il tragitto di oggi è di avvicinamento all’Etosha.

Il lodge offre anche game drive guidati a pagamento: interessanti, ma sono solo un piccolo preludio al vero splendore che vi aspetta all’Etosha.

 

Giorno 9 – 10 – 11: Etosha: (Andersson’s Camp e Mushara Bush Camp)

Per quanto riguarda il Parco, è possibile pernottare al suo interno o nelle immediate vicinanze dei Gate principali.

Le strutture all’interno sono abbastanza spartane e vanno prenotate con ampio anticipo. Offrono l’indubbio vantaggio di essere in mezzo al parco anche di notte. E’ facile, quindi, ammirare gli animali che vanno ad abbeverarsi, anche semplicemente stando ad aspettarli nei pressi delle pozze d’acqua artificiali costruite vicino alla struttura.

Fuori dal parco vi sono invece strutture da tutti i prezzi, da campeggi  a lodge lussuosi.

Il mio consiglio è comunque di pernottare in località differenti del parco o vicino a gate diversi in modo da vedere aree variegate.

 

Alcuni trucchi per vedere gli animali durante i safari:

  • Appostarsi vicino alle pozze d’acqua: soprattutto nella stagione secca attraggono inevitabilmente gli animali
  • Ai gate e presso le varie strutture date un occhio agli avvistamenti dei giorni precedenti: i turisti che fanno avvistamenti importanti (felini, grandi branchi, rinoceronti) sono soliti comunicare e annotare nel “libro del parco” dove, quando e cosa hanno visto. Si può quindi avere un’idea di quali aree stiano battendo in quei giorni i principali gruppi/famiglie di animali

 

Vi ricordo che è possibile muoversi in tutto il parco fai da te, con la propria auto e senza guida, ma che è possibile scendere dall’auto soltanto nelle aree indicate.

L’Andersson’s Camp sarà chiuso nel 2018 perché verrà praticamente ricostruito.

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Giorno  12: Frans Indongo Lodge

Per tornare verso l’Etosha si può passare dalla zona del Waterberg Plateau, che offre anche la possibilità di numerosi trekking.

Qui vicino sorge anche un centro di recupero per felini, il Cheetah Conservation Fund, che dà alloggio soprattutto a ghepardi feriti, orfani e abbandonati e che non possono più essere rimessi in libertà. Un’occasione per vedere da vicino questo bellissimo animale e per assistere  alle sue formidabili corse.

 

 Giorno 13: Windhoek

Qui finisce il tour. Per chi ha tempo, suggerisco di passare una notte di più a Swakpmund e di allungare l’ itinerario verso Sud, aggiungendo  magari lo splendido Fish River Canyon e la foresta di Kokerboom (delle specie di aloe dalla caratteristica forma) vicino a Keetmanshoop, i cavalli selvaggi di Aus o la città “fantasma” abbandonata di Kolmanskop.

 

Quanto costa un tour Namibia del Nord?

I costi variano molto a seconda della scelta della tipologia di alloggio (lodge o camping) e dell’auto.

Per quanto riguarda il noleggio, per questo itinerario non è necessario per forza un mezzo 4X4. Le strade sono spesso sterrate, ma con un mezzo alto (es.Suv) e stando attenti a non superare il limite dei 70 Km orari non dovreste avere problemi. E’ consigliabile informarsi però sullo stato delle strade, soprattutto al Nord e durante la stagione delle piogge.

Per un SUV 4X4 spenderete intorno ai 130 euro al giorno. La cifra si abbassa molto se decidete di muovervi con un’auto 2X4.

In lodge in località particolarmente turistiche (ad esempio nei pressi dell’Etosha), ma di livello medio – alto, arriverete a spendere sui 100 euro in media a persona, prezzi comprensivi anche di cena. A Sossusvlei si trovano anche strutture più economiche (solitamente il prezzo scende più ci si allontana dal gate del parco).

Ovviamente i prezzi scendono se si opta per soluzioni in self-catering o per l’opzione “jeep con tenda sul tetto”.

 

Guide di Viaggio per la Namibia

Anche se per certi versi il cartaceo è “obsoleto”, io amo moltissimo studiarmi una destinazione bene attraverso una Guida prima della partenza.

La mia adorata Lonely Planet purtroppo per la Namibia è piuttosto scarna e carente.

Vi consiglio pertanto due testi:

  1. Savana: La Namibia raccontata da una guida, di Robo Gabr’Aoun, alias Roberto Salvai. Un testo ben fatto, ricco di informazioni, ma inframmezzato anche dai simpatici aneddoti raccontati da chi ha fatto numerissimi viaggi in Namibia e ha “scortato” vari gruppi di turisti.
  2. Guida della Namibia – Itinerario di due settimane, di Stefania Ciocconi. L’itinerario con i consigli di una travel blogger, che potete leggere anche sul blog Girovagando con Stefania

 

Il consiglio della “Travel terapista”

Siete sempre ligi al dovere e avete bisogno di tornare al selvaggio che c’è in voi, alla parte più intuitiva, meno razionale e più animalesca?  Questo viaggio fa per voi.

Respirate la polvere della Savana, osservate gli animali, ascoltate la “pancia” e mettete in off quella fastidiosa e saccente vocina nel cervello che guida (bene e in maniera efficiente) la nostra “vita da città”.

Autore dell'articolo: Valeinviaggio

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