volontariato in marocco

Volontariato in Marocco: la mia esperienza

In questo post vi racconto la mia esperienza di volontariato in Marocco (a Marrakech) con una organizzazione britannica, Original Volunteers, che si occupa di inviare volontari in varie destinazioni in tutto il mondo.

Se volete ulteriori informazioni su altre opportunità, potete leggere anche il post su come fare volontariato all’estero e su a chi rivolgersi.

Questo articolo invece vuole essere un resoconto “pratico”: dall’alloggio, alle attività alla gestione del tempo libero del volontario relativamente alla mia esperienza di volontariato in Marocco.

Buona lettura!

 

Alloggio

Spesso, dal momento che i progetti sono situati in Paesi in via di sviluppo, si temono le condizioni di vita. Ovviamente è richiesta una certa adattabilità e spirito di avventura. Nel mio caso, la Casa dei Volontari era in un’abitazione tradizionale, le classiche costruzioni a quadrato con il giardino/cortile al centro e le stanze che lo circondano tutto intorno. La casa era situata proprio nella Medina di Marrakech, in un quartiere popolare. E’ stato bello fare la spesa sempre nello stesso negozietto e ormai conoscere i bambini dei vicini: si respira un clima da villaggio che scalda il cuore e quella quotidianità tranquilla e rilassata, ormai da noi in parte perduta.

La casa ha una cucina e i volontari possono prepararsi da sé i pasti o mangiare fuori. Le stanze sono condivise, ma ovviamente si tratta di persone del medesimo sesso. La convivenza può essere difficile, soprattutto se si divide un unico bagno per 11 donne! Con un po’ di pazienza (e grandi respiri… alla fine si entra in una nuova filosofia di vita), si sopravvive.

volontariato in marocco
La Casa dei Volontari

Attività di volontariato in Marocco.

Nel mio caso mi sono sperimentata sia con un centro di Accoglienza per Bambini Orfani, sia con un Villaggio SOS (si tratta di un’organizzazione che c’è anche in Italia). Nel primo caso, l’attività consiste nel dare una mano allo staff di educatori della struttura, che ospita bimbi molto piccoli, neonati e poi bambini sino ai 3-5 anni. Qui, quindi, è necessario dare il biberon ai bimbi appena nati, cambiarli, coccolarli. Con i bimbi più grandi si gioca, si fa la merenda.. Non sono necessarie competenze particolari, lo staff è disponibile e sempre al tuo fianco… basta solo essere spontanei e buttarsi con i bambini.

Il Villaggio SOS è, invece, una struttura fuori Marrakech che dà accoglienza a bambini che hanno famiglia, ma con situazioni problematiche. Qui i bambini hanno età scolare e per questo l’organizzazione mi aveva chiesto prima della partenza di pensare a eventuali attività ludico – artistiche e di procurarmi il materiale. Quindi ci si può sbizzarrire con plastilina, creta, stickers e perline (le bambine sono impazzite per la possibilità di farsi da sé collanine e bracciali). Le indicazioni dell’organizzazione sono state di cercare attività che potessero coinvolgere TUTTO il gruppo e, come è ovvio, di non dare regali personali solo a qualche bambino.

L’interazione con i bambini in queste attività è stata, quindi, garantita. Certamente si ha talvolta la sensazione di non essere “realmente utili”, ma quasi di impaccio agli altri operatori stabili: non si sa cosa fare, si bighellona nella stanza nell’attesa che gli educatori ti affidino dei compiti.

Il mio consiglio è di buttarsi e di essere propositivi!!

 

Tempo Libero

Le attività sono organizzate per lasciare tempo libero ai partecipanti: di solito si è occupati per circa mezza giornata, weekend esclusi.

I volontari sono liberi di organizzarsi weekeend fuori città o altre attività per conoscere la realtà che li ospita.

 

Il gruppo dei volontari.

Original Volunteers è un’organizzazione inglese di conseguenza, sebbene sia aperta a tutti, la maggior parte dei partecipanti proviene dal Regno Unito.

Di solito l’età media è piuttosto bassa, perché spesso gli altri volontari sono studenti. Talvolta però ci sono anche genitori o persone in pensione.

 

Costi e periodo

E’ possibile partire in ogni periodo dell’anno, a discrezione del volontario: nella maggior parte dei casi non è necessaria una permanenza minima protratta nel tempo, visto che ci si può fermare anche solo una settimana.

I costi di viaggio sono a carico del volontariato.

Il volontario paga una fee di iscrizione annua di 125 sterline, che consentirà di partecipare anche a più progetti durante l’anno. Oltre a questa cifra, si paga una somma variabile, a seconda della durata della permanenza e del progetto/Paese scelti, che copre l’alloggio (ma non solitamente il vitto). Ci sono progetti che prevedono un contributo di 100/200 euro a settimana e altri che addirittura sono gratuiti.



Il consiglio della “Travel Terapista”.

Oggi lo chiedo a voi:

Cosa avete imparato, cosa vi siete portati a casa dalle esperienze di volontariato che avete fatto, all’estero o in Italia? Competenze utili? Insegnamenti di vita? 

Condividete la vostra esperienza nei commenti!

Autore dell'articolo: Valeinviaggio