L’Argentina è un Paese immenso e può essere difficile decidere l’itinerario per un primo viaggio.
Cerco di darvi qualche idea in base alla mia esperienza: ho visitato l’Argentina ufficialmente 3 volte, abbinandola in alcuni casi ai Paesi vicini (Cile e Brasile). La scelta dell’itinerario dipende anche dal periodo dell’anno in cui decidete di partire. Potete leggere anche il mio articolo: Come scegliere l’itinerario: il periodo migliore per ogni zona
Buenos Aires e dintorni – 2 giorni
Il vostro volo intercontinentale arriverà proprio qui, quindi vale la pena aggiungere qualche giorno qui a inizio o fine del vostro viaggio per vedere la capitale del Paese: un mix di storia, di culture e di colore.
La maggior parte dei tour prevede una giornata di visita guidata di Buenos Aires, che è il minimo per farsi un’idea dei vari quartieri della città: il Centro, Recoleta, San Telmo, Palermo, La Boca…
Se avete più tempo a disposizione potreste considerare una giornata per una gita fuori porta a San Antonio de Areco, cuore della cultura gaucha (la cultura della Pampa e degli allevatori di bestiame), con tanto di pranzo in una “estancia”.
In alternativa potreste fare una scappata in giornata in Uruguay, magari per visitare Colonia del Sacramento, raggiungibile in un paio di ore di traghetto da Buenos Aires.
Se siete interessati più agli aspetti naturalistici, potreste visitare il particolare eco sistema del delta del Paranà, intorno alla cittadina di Tigre.

2 giorni a Ushuaia
Prendete poi un volo interno che in circa 3 ore (Buenos Aires e la Terra del Fuoco distano ben 3.000 km) vi porterà fino all’estremo sud del Paese, nella Terra del Fuoco e, in particolare, nella cittadina di Ushuaia.
Qui calcolate un paio di giorni per fare l’esperienza della navigazione nel canale di Beagle, da abbinare all’Isla Martillo se volete arrivare fino all’unica luogo dove è possibile scendere e camminare vicini ai pinguini.
L’altra giornata potrà essere dedicata a un’esplorazione del Parco Nazionale Terra del Fuoco, fino ad arrivare a baia Lapataia, dove finisce ufficialmente la strada Panamericana.
Sono stata a baia Lapataia in pieno inverno, abbiamo navigato sulle placide acque con dei piccoli gommoni, a volte pagaiando tra un leggero strato di ghiaccio, nel più assoluto silenzio, rotto solo dai rumori degli uccelli.

Vale la pena visitare Ushuaia?
Molti turisti non hanno amato Ushuaia: la cittadina non è particolarmente graziosa, ma un ammasso di vie nate intorno al porto. Non ci sono scenari “wow” e di impatto come i maestosi ghiacciai della Patagonia. Rimane però indubbio il fascino di sentirsi alla fine del mondo.
Di conseguenza il mio consiglio è: se avete tempo a disposizione (2/3 notti) e budget (per aggiungere comunque un ulteriore volo interno) aggiungetela, in caso si voglia invece limitare la spesa, è tralasciabile.

3 giorni in Patagonia con base a El Calafate
El Calafate è la base per esplorare la regione dei ghiacciai.
Un giorno andrà dedicato al Perito Moreno, il ghiacciaio forse più conosciuto della regione.
In un’altra intera giornata, si può prevedere ad esempio la navigazione sul Lago Argentino, che porta a vedere il fronte di un altro ghiacciaio, l’Uppsala e quello Spegazzini. Solitamente queste escursioni sono operate da confortevoli imbarcazioni, con spazi all’aperto e al coperto, che partono da Puerto Bandera, a circa un’ora da El Calafate, e che durano un’intera giornata.
Altre attività molte richieste sono quelle organizzate dall’Estancia Cristina. Si tratta di un lodge di lusso, raggiungibile solo via acqua, posizionato quindi in una zona remota del Parco Los Glaciares. La struttura organizza, quindi, nell”area escursioni di navigazione sul Lago Argentino o di 4X4 nella steppa patagonica, meno di massa rispetto alle altre sopra citate.
Chi è amante dei trekking può usare El Calafata per spostarsi verso Puerto Natales (in Cile), porta di accesso per il Parco Torres del Paine oppure a El Chalten, base per le escursioni dell’area del Fitz Roy.

2 giorni a Iguazu
Molti decidono poi di aggiungere un’estensione alle Cascate di Iguazu.
A mio avviso, se vi organizzate con degli orari adatti per i voli, possono bastare due notti.
Una giornata intera infatti è necessaria per l’esplorazione delle Cascate dal lato argentino, molto più esteso, con vari percorsi e sentieri e diverse attività, come ad esempio la navigazione fino a sotto la cascata.
Per ammirare invece il fronte dal lato brasiliano, basta mezza giornata. Se avete un volo di rientro verso Buenos Aires pomeridiano, potrete visitarle al mattino e poi farvi portare in aeroporto.
Chi ha un giorno in più, può approfittarne per effettuare l’escursione denominata “Triplice Frontiera”, che porta al punto di incontro tra Argentina, Brasile e Paraguay.

Visitare il Nord dell’Argentina: la Puna
Una regione che io adoro e che infatti ho visitato più volte è il nord dell’Argentina, spesso dimenticato a favore della più nota Patagonia.
Il nord dell’Argentina, il cui centro e aeroporto di riferimento è la città di Salta, è una zona a forte caratterizzazione indigena, fatta di montagne, deserti, villaggi, canyon (quebradas) e Salar (distese salate).
Tra i luoghi più famosi ci sono la Quebrada di Humahuaca, con le montagne dai 7 colori, Purmamarca con i suoi tessuti indigeni e Salinas Grandes, la grande distesa di sale che ricorda il più famoso Salar de Uyuni in Bolivia.
Qui i paesaggi sono quelli della Puna, l’altopiano desertico di altura, popolato da lama e vigogne.
Antropologicamente e paesaggisticamente parlando, sono molte le affinità con alcune regioni limitrofe della Bolivia o del Cile, come ad esempio il deserto di Atacama.
Per questo, suggerisco un viaggio ad hoc, nel nord dell’Argentina, magari combinato appunto con i Paesi vicini.
Come spesso amo dire, i confini qui sono solo “politici”, ma ad esempio ci sono decisamente più affinità tra la Patagonia Argentina e quella Cilena, piuttosto che tra il Sud e il Nord dell’Argentina, che, per certi versi, sono realà e mondi a parte e profondamente differenti.





