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Cosa vedere a Kigali, la verde capitale del Rwanda (per chi ha bisogno di liberarsi dagli stereotipi)

17 Luglio 2018 //  by Valeria

Kigali, la città delle mille colline, mi accoglie rompendo sin da subito alcuni miei preconcetti sull’Africa.

Ci arrivo di notte, dopo uno scalo a Istanbul e parecchie ore di volo. E’ il mio primo viaggio in Africa “Centrale”, quell’Africa che è comunque nera e non è Maghreb, ma non è nemmeno la “ricca” Africa del Sud.

Mi aspetto colore (che non mancherà) ma anche quella sporca confusione che associo a queste zone.

Il viale che porta dall’aeroporto alla città è invece perfettamente pulito e ordinato e costeggiato da belle palme allineate.

Scoprirò nei pochi giorni che passerò qui che la città è anche molto sicura: la polizia è molto presente e la receptionist dell’hotel mi conferma che posso muovermi a piedi anche di notte.

Il costo della vita non è poi così basso e ci sono dei posti in cui bere qualcosa che non hanno nulla da evitare alla Movida Milanese che conosco bene.

Certamente questo ha un prezzo: il prezzo si chiama Paul Kagame, il giovane Presidente ruandese dal 2000 a oggi. A lui si deve il merito di aver “traghettato” il Paese fuori dal pesante fardello del genocidio, di aver garantito stabilità e sicurezza e di tenere in considerazione anche gli aspetti ambientali. Il Ruanda ha infatti bandito da tutto il Paese i sacchetti di plastica. Dall’altro lato, viene accusato di aver cambiato la Costituzione a suo favore, per garantirsi potenziali rielezioni sino al 2034, e di non essere propriamente “trasparente” con l’opposizione.

La sensazione che mi porto a caso è di una città facilmente percorribile, che offre un paio di giorni di “stacco” e di piacevole relax, nel caso vi trovaste a visitare la zona.

Cosa vedere a Kigali in un giorno

1) Una mattina in giro per il quartiere di Nyamirambo con le sue donne

La ONG Nyamirambo Women’s Center offre degli interessanti tour di un quartiere in cui probabilmente non vi avventurereste. I tour a piedi partono alle 10 durano 2/3 ore a seconda che scegliate anche l’opzione con il pranzo. La vostra guida vi spiegherà qualcosa del quartiere, vi mostrerà le botteghe tipiche, farete un salto in un salone di bellezza, al mercato, sino a fermarvi a casa di una donna del centro per un pasto fatto in casa.

Accanto a questa attività, l’Associazione ha sviluppato un progetto di sartoria. Non perdetevi lo shopping nel negozio adiacente: bellissime e coloratissime borse, gonne e fasce per capelli in African Style.

Per maggiori informazioni sul sito progetto: https://www.nwc-umutima.org/

cosa a vedere a kigali

2) Kigali Memorial Centre

Una visita qui è imprescindibile per sapere di più di quello che è successo nel 1994.

Oltre a essere un museo, lo spazio funge anche da spazio commemorativo per le vittime. Un luogo dal dal forte impatto emotivo.

La visita è gratuita

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3) Inema Art Center

Piccolo gioiello, a metà tra centro sociale e galleria d’arte, dove espongono giovani artisti ruandesi.

Il centro è stato fondato da Emmanuel Nkuranga e Nkurunziza Innocent, artisti riconosciuti internazionalmente, che hanno esposto anche negli USA e in Europa.

Da non perdere l’happy hour del giovedì sera, nel grazioso baretto, parte integrante del centro.

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4) Aperitivo con vista all’Ubumwe Grande

Godetevi una vista su tutta Kigali sorseggiando birra (ce n’è anche una locale chiamata Virunga Mist) e magari facendo un tuffo in piscina sul tetto, a dimostrazione che anche l’Africa può essere trendy.

Da segnalare, inoltre, che, al contrario di altri posti, gli avventori sono anche locali e non solo Europei/Americani

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5) Hotel Des Mille Collines

Per me, che sono stata folgorata, nel bene e nel male, dalla visione del film “Hotel Rwanda”, una visita qui era necessaria.

In questo hotel, durante il genocidio, il direttore Paul Rusesabagina ha ospitato più di mille persone, salvandole dal massacro.

L’hotel è molto diverso da quello mostrato nel film (che è stato girato in realtà in Sudafrica). Ha comunque un bel ristorante informale a bordo piscina.

Come muoversi a Kigali?

La sua dislocazione a “Sali e Scendi” sulle colline, non rende la città facilmente visitabile a piedi.

Il mezzo più economico sono le “moto taxi”, che vi forniscono anche di casco.

Altrimenti ci sono taxi normali (alcuni addirittura dotati di wi fi) che accettano dollari, euro e moneta locale.

A cosa abbinare un viaggio a Kigali?

Il Ruanda, insieme a Congo e Uganda, è uno dei soli Paesi in cui è possibile ammirare i gorilla di montagna nel loro habitat. L’accesso ai Gorilla avviene in piccoli gruppi, scortati da guida e tracciatori. E’ necessario acquistare i permessi in anticipo e, proprio per il fatto che sono contingentati, hanno un costo elevato. In Ruanda costano ben 1.500 dollari a persona. Per questo molti preferiscono andare al Bwindi National Park nel vicino Uganda, in cui l’esperienza ha un costo di “soli” 600 dollari.

Kigali è anche a poco più di un’ora dal confine meridionale dell’Uganda. Per questa ragione, è possibile associare i due Paesi nel medesimo viaggio. In Uganda ci sono diverse possibilità anche di effettuare safari classici come al Queen Elizabeth National Park, con le sue 95 specie di mammiferi, o alle Murchinson Falls. L’Uganda ospita, inoltre, le leggendarie sorgenti del Nilo a Jinja.

La visita di entrambi i Paesi è facilitata anche dalla possibilità di acquistare un Visto unico, l’East Africa Tourist Visa, che è valido per Uganda, Ruanda e Kenya e ha un costo di 100 dollari. E’ acquistabile in anticipo al sito https://www.migration.gov.rw

Il consiglio della Travel Coach

Viaggio per chi ha bisogno di liberarsi dagli stereotipi

Quante volte vi accorgete di dare una valutazione sommaria di una persona, un evento, una situazione?

Lo stereotipo infatti è una scorciatoia mentale, uno schema che la mente utilizza in maniera automatica per interpretare e “farsi un’idea” in maniera rapida di una realtà complessa. E’ quindi un meccanismo di semplificazione normale e, in parte, salvifico.

Come potremmo prendere decisioni, al lavoro, in casa, se dovessimo analizzare ogni volta, come se fosse nuova, una relazione, una persona, un fatto? Perderemmo gran parte del nostro tempo in lungaggini ed elucubrazioni mentali.

Lo stereotipo diventa però una “gabbia” se lo seguiamo sempre in modo indiscriminato. Quante volte decidiamo in automatico? Quanto ci facciamo condizionare da quelle piccole frasi che ci siamo sentiti dire da piccoli? Non parlo soltanto di stereotipi di razza/etnia/genere.

Quante volte ci hanno detto, ad esempio: “I maschi non piangono?”, quante volte siamo, noi donne, rimaste spiazzate davanti a un uomo che piange o gli uomini quante volte hanno imparato a contenere le emozioni perché “si fa così”?.

Oggi voglio quindi riflettere sullo stereotipo non nei confronti degli altri, ma di noi stessi: Chiediamoci quanto siamo liberi di essere come vogliamo davvero e quanto invece diamo per scontato di essere in un certo modo perché ce l’hanno detti i genitori, la società o gli insegnanti della nostra infanzia (a quanti è stato detto di non essere creativi e hanno passato anni fregati in questa etichetta?).

Kigali è una scoperta. Re-impariamo a scoprire con nuovi occhi noi stessi e la realtà che ci circonda.

Archiviato in:Ruanda

Info Valeria

Sono Valeria Salvai, classe ’81, mente sempre in viaggio (fisico o pindarico). Nel blog racconto delle mie esperienze di viaggio e cerco di unire le mie due passioni: la scoperta di mondi e culture da un lato e la conoscenza delle persone e la crescita personale dall’altro.
Per questo, oltre a dare consigli su mete e itinerari, qui e là troverete “I consigli della Travel Coach”, in cui, a volte in maniera scherzosa, racconto come una destinazione possa essere utile per affrontare problematiche della vita quotidiana.
Viaggio in coppia e spesso anche da sola. Lavoro in un’agenzia di marketing, ma sono anche Travel Designer e Consulente di viaggio (offro consulenza per l’organizzazione di viaggi) e Travel Coach (mi occupo di crescita personale con l’aiuto del “viaggio”).

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Chi sono

Sono Valeria Salvai, classe ’81, mente sempre in viaggio (fisico o pindarico). Nel blog racconto delle mie esperienze di viaggio e cerco di unire le mie due passioni: la scoperta di mondi e culture da un lato e la conoscenza delle persone e la crescita personale dall’altro.

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